· Team di Ingegneria Rumtoo · Guide all'Acquisto · 4 min di lettura
Essiccatore termico per il riciclo plastica: quando serve e come dimensionarlo
Un essiccatore termico è la fase ad aria calda che porta le scaglie sotto il limite di umidità che la disidratazione meccanica non può superare. Questa guida spiega quando una linea ne ha davvero bisogno e come dimensionarlo partendo da umidità in ingresso, portata e target finale.

Un essiccatore termico per il riciclo plastica è la fase ad aria calda che evapora l’umidità residua che la disidratazione meccanica non riesce più a rimuovere. Riceve scaglie già essiccate meccanicamente, spesso a 1-2 %, e le porta verso meno di 0,5 % per rPET food-grade, estrusione sensibile o vendita di scaglie asciutte su specifica.
Gli errori più comuni sono comprarlo senza necessità o dimensionarlo solo su kW o kg/h. Il metodo corretto parte dai dati reali: umidità in ingresso, portata stabile e target finale.
Serve davvero un essiccatore termico?
Serve quando il target finale di umidità è sotto il limite raggiungibile meccanicamente. Un centrifugo rimuove acqua libera e superficiale, ma sulle scaglie rigide si ferma spesso a 1-2 %. Se il processo accetta quel livello, il termico aggiunge soprattutto costi.
Aggiungerlo se:
- rPET food-grade richiede meno di 0,5 % prima di estrusione o SSP.
- Estrusione fine o sensibile mostra splay, vuoti, schiuma o pressione instabile per umidità.
- Scaglia asciutta venduta come materia prima con limite di umidità garantito.
Saltarlo per HDPE o PP rigido verso estrusore ventilato se 1-2 % è sufficiente. Per il confronto completo, vedere essiccatore ad aria calda vs centrifugo.
Punto chiave: il termico è una finitura, non la disidratazione primaria.
Cinque dati prima del dimensionamento
- Materiale e forma: rPET, HDPE/PP rigido, PP tessuto o film.
- Umidità in ingresso dopo disidratazione: misurata realmente allo scarico.
- Portata in kg/h: produzione stabile da seguire.
- Target finale: valore richiesto da estrusore, pelletizzatore o cliente, legato a metodo come ASTM D6980.
- Utilities e layout: elettrico, gas o olio termico, ambiente, spazio e percorso tubazioni.
Con questi dati corretti, il dimensionamento diventa calcolo.
Come dimensionare, passo per passo
1. Calcolare il gap di umidità
Umidità in ingresso meno target. Da 2 % a 0,5 % significa 1,5 punti.
2. Convertire in carico evaporativo
Moltiplicare per la portata. A 1.500 kg/h e 1,5 punti: 1.500 × 1,5 % = 22,5 kg acqua/h. È il dato centrale della macchina.
3. Dimensionare il calore
Evaporare acqua richiede circa 0,63 kWh per kg solo come calore latente. 22,5 kg/h richiedono circa 14 kWh/h prima di riscaldare aria, scaglie e perdite. In pratica una fase termica completa è spesso nell’ordine di 165 kWh per tonnellata.
4. Dimensionare aria e tempo di permanenza
Il calore non basta: il vapore deve uscire con l’aria. Poco flusso limita il processo; troppo spreca energia. rPET food-grade e materiali ad alta superficie richiedono più contatto.
5. Scegliere una o più zone di riscaldamento
Una zona è adatta a target moderati. La soluzione multizona è preferibile per mantenere sotto 0,5 % o gestire variazioni di umidità in ingresso.
Esempio: 1.500 kg/h di rPET food-grade
| Dato | Valore |
|---|---|
| Materiale | Scaglia rPET food-grade |
| Portata | 1.500 kg/h |
| Umidità in ingresso | 2 % |
| Target | 0,5 % |
| Gap | 1,5 punti |
| Carico evaporativo | 22,5 kg acqua/h |
| Calore latente | ~14 kWh/h |
| Energia completa indicativa | ~165 kWh/t, ~250 kWh/h |
| Configurazione | Multizona |
Il calcolo non sostituisce il progetto del fornitore, ma aiuta a verificare la coerenza di un’offerta.
Errori comuni
- Dimensionare solo sulla portata. Il gap di umidità determina il carico evaporativo.
- Stimare l’umidità in ingresso. Misurare sempre lo scarico reale di centrifugo o squeezer.
- Sovradimensionare per scaglie rigide. HDPE e PP che pellettizzano a 1-2 % spesso non richiedono termico.
- Sottodimensionare su rPET food-grade. Non tenere meno di 0,5 % causa idrolisi e lotti respinti.
Cosa inviare al fornitore
- Materiale e forma scaglia
- Umidità misurata dopo disidratazione
- Target finale e metodo di prova
- Portata stabile in kg/h
- Utilities disponibili e condizioni ambiente
- Layout attuale, fase a monte e vincoli di tubazioni o soffianti
Domande frequenti
Quando serve un essiccatore termico?
Quando il target finale è sotto l’1-2 % raggiungibile da un centrifugo: rPET food-grade, estrusione sensibile o scaglia venduta con umidità garantita.
Come si dimensiona?
Sul carico evaporativo: gap di umidità moltiplicato per portata. Poi si dimensionano calore, aria e tempo di permanenza.
Che umidità può raggiungere?
Porta scaglie già disidratate da 1-2 % a meno di 0,5 %, secondo materiale e configurazione.
Sostituisce il centrifugo?
No. Il centrifugo rimuove l’acqua principale; il termico rifinisce il residuo. Vedere essiccatore ad aria calda vs centrifugo.
Quanta energia consuma?
L’ordine di grandezza è 165 kWh/t, perché evaporare acqua richiede molta più energia che rimuoverla meccanicamente.
Sintesi
Un essiccatore termico serve solo quando il target scende sotto ciò che la disidratazione meccanica può fornire. Definire i cinque dati, calcolare il gap, convertirlo in kg acqua/h e dimensionare calore, aria e permanenza. Inviate i dati a Rumtoo per confermare se un essiccatore termico è giustificato e come configurarlo.
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